Storia della Mensa

IL «DISTRIBUTORIO DELLE MINESTRE»

Durante la Seconda Guerra Mondiale, Torino è stata la città d’Italia più colpita dai bombardamenti degli alleati

Oltre agli obiettivi ben individuati – gli stabilimenti attivi nella produzione bellica – sono state colpite molte altre realtà che nulla avevano a che fare con la Guerra (ospedali, strutture di accoglienza, la nostra mensa)

La mensa per i poveri venne totalmente rasa al suolo in un contesto economico-sociale in cui il numero di coloro che avevano bisogno era talmente elevato da essere inestimabile

La storia del quartiere, al pari di quella della nostra mensa, ha due principali protagonisti:

Da un lato, la stazione di Porta Nuova con il suo fermento, con le sue contraddizioni, con le sue carrozze ricolme delle speranze di chi vedeva nella città di Torino la propria salvezza; dall’altro lato, la chiesa di San Salvatore di Campagna – il cui nome venne accorciato dai piemontesi in «San Salvario» – intorno alla quale nacquero un ospedale, un asilo e il convento delle Figlie della Carità.


Le Figlie della Carità si fecero promotrici di iniziative necessarie in un panorama di cambiamento continuo in seguito alle macerie lasciate dalla guerra, alla volontà di ricostruzione e riappropriazione delle loro vite da parte dei piemontesi, alla migrazione dal Sud al Nord, alla povertà che continuava a imperversare.

FINALMENTE A CASA

Parrocchia e mensa nascono in momenti diversi e da «sorgenti» differenti, rimanendo così, due entità distinte finché – nell’estrema povertà del difficile momento storico – la Parrocchia concede alla mensa dei locali.

Nei pochissimi documenti resistiti ai bombardamenti e agli svariati spostamenti della mensa, tali locali vengono definiti «una rozza stanza ed un passo carraio»

Da questi spazi molto modesti – segno ancora una volta della storia che si ripete – venivano distribuiti pasti da asporto da consumarsi per strada.

Queste «mestolate di minestra» che le suore distribuivano nei contenitori di latta dei pelati Cirio fecero guadagnare ai fruitori della mensa l’appellativo di «Brigata Cirio»